"Socotra island Yemen" (ph: Martino Frova)

Nessuno educa nessuno,
nessuno si educa da solo,
gli uomini si educano insieme
con la mediazione del mondo.
(Paulo Freire)

Promuovere il benessere PER E CON LA SCUOLA

La sfida dell’imprevedibile, dell’impensabile e l’arte del disfare

Il nostro lavoro nelle scuole nasce dall’esperienza di numerosi anni di progetti, collaborazioni ed interventi educativi nelle istituzioni scolastiche ed adotta un modello bio-psico-sociale.
In base a tale prospettiva la salute non è più intesa semplicemente come una condizione caratterizzata da assenza di patologia, ma anche come uno stato caratterizzato dalla presenza di benessere psicologico e sociale.
Il presupposto di partenza risiede nell’idea che creare benessere significa rilevare e attivare le risorse emotive, cognitive, relazionali e motivazionali al fine di favorire esperienze positive, accrescere l’autostima e sostenere quindi i ragazzi nel processo di crescita e sviluppo psicofisico.

Siamo in una continua crisi, ci sono continue questioni e problemi e deve essere così perché le culture cambiano.
Noi operatori dell’educazione dovremmo essere degli esperti nel creare dei significati, nel mettere insieme dei significati, ma i significati non rimangono fermi, non sono sempre gli stessi, i valori cambiano, gli interessi cambiano, l’ ideologia cambia, le strutture cambiano, e ciò continuerà a creare una serie di problemi, di insoddisfazione e di incapacità. Non si tratta quindi di formulare nuove teorie, che non sono altro che ipotesi provvisorie; stiamo parlando invece di re-immaginare un’educazione per questo presente e per un futuro possibile, che provi a concepire il benessere come viaggio continuo nel tempo e nello spazio.
Questo è il dono che possiamo fare alle nuove generazioni che stiamo crescendo.

Secondo Gergen, la principale sfida del sistema educativo del nostro secolo è quella di sostituire la tradizionale attenzione al singolo studente con investimenti finalizzati al processo di relazione.
E’ la relazione che noi dobbiamo tenere in gran conto, a cui dobbiamo prestare attenzione, sopra e prima del singolo individuo, perché il singolo individuo è il risultato di una relazione.
Sono le esperienze di regolazione nei rapporti interpersonali a costituire le esperienze basilari per la nascita e lo sviluppo di un atteggiamento positivo nei confronti delle regole e delle norme.

In tal senso la scuola è, di fatto, uno degli ambiti decisivi per lo sviluppo del minore, il luogo privilegiato per l’apprendimento delle regole di convivenza e dei comportamenti pro-sociali, più specificatamente delle caratteristiche, funzioni, ruoli ed obiettivi che queste esercitano nelle interazioni sociali.
Promuovere quindi una partecipazione responsabile alla vita della scuola e della comunità scolastica significa offrire un contesto esperienziale entro cui è possibile la formazione della competenze necessarie per lo sviluppo delle abilità di comunicazione, cooperazione e partecipazione sociale costruttiva, presupposti questi per l’integrazione sociale e il senso di appartenenza alla comunità.

La sfida a cui cerchiamo di rispondere è quella di stare, di esserci nella relazione, nelle richieste che i ragazzi e gli insegnanti ci portano, nei dubbi, nelle paure che emergono. Relazione tra pari, relazione tra ragazzi/e ed adulti conduttori, relazione tra ragazzi/e e gruppo classe, relazione tra discenti e docenti, relazione tra ragazzi/e e mondo esterno.

Su questi piani si attivano i nostri interventi nelle classi.